Montecastelli Pisano è un piccolo paese medievale che sorge alla sommità di una collina, a 503 metri sul livello del mare. La Sua posizione abbastanza elevata, oltre ad un clima sempre ventilato, permette un'ottima visione dello splendido panorama circostante sulle colline di Siena. In paese trovate un piccolo negozio di generi alimentari e ad 1 Km, nelle sere d'estate raggiungibile con una bella passeggiata, si trova la trattoria Santa Rosa, dove potrete degustare piatti tipici della Toscana. Da Montecastelli sono facilmente raggiungibili anche le città di Siena, Volterra, San Gimignano, Monteriggioni. È, inoltre, possibile fare delle lunghe passeggiate a piedi tra le nostre verdi colline e gite in mountain-bike. Fuori dai grandi flussi di traffico e turismo Montecastelli è il luogo ideale per trascorre una vacanza tranquilla e rilassante.
Montecastelli, paese medievale, dal 1184 appartenne ai Pannocchieschi, vescovi della vicina Volterra, ma già nel XIII secolo si aprì un'aspra contesa tra i vescovi e il Comune di Volterra per il controllo del paese. Dalla seconda metà del XIII sec. iniziò il processo di acquisizione del Castello da parte del Comune di Volterra, finchè, nel 1319, la cittadinanza di Montecastelli si sottomise alla Città di Volterra
Nei pressi di Montecastelli, raggiungibili a piedi, si trovano le grotte di Sorripi. Sono fra le pochissime manifestazioni del genere in Val di Cecina e sono le maggiori cavità ipogee. Si trovano nella zona detta di Sorripi. Sono due grotte separate da un dislivello di 10 / 15 metri e a distanza di 50 metri l'una dall'altra. La prima ha un'altezza di 20 metri, una larghezza di 3 o 4 metri e uno sviluppo di 110 metri. La seconda cavità ha un'altezza di 20 metri, una larghezza di 3 metri e una lunghezza di 80 metri e in questa grotta vi sono stalattiti e stalagmiti.
Nei pressi di Montecastelli, si trova una bella tomba etrusca scavata nella roccia tufacea ed ha un corto vestibolo d'ingresso tagliato nella roccia. L'accesso alla tomba è ad ovest ed avviene per un'apertura rettangolare che doveva esser chiusa con porta, come dimostrano i fori dove erano applicati i cardini. L'ambiente interno, vasto e rettangolare, misura m. 4,05x3,85. L'altezza al centro è di m. 2, alle pareti m. 1,80. Un robusto pilastro centrale, anch'esso rettangolare, che misura m. 0,90x0,80 e poggia su una piatta base, alta m. 0,30 e sporgente attorno al pilastro m. 0,15, sorregge la volta.
La tomba comprende sei celle disposte a due a due sulla parete di fondo e sulle pareti laterali. Nella parete dell'ingresso non si aprono celle, ma nei due angoli, a destra e a sinistra di chi entra, sono due basi rettangolari di m. 0,58x0,67, anch'esse intagliate nella roccia e alte dal suolo circa 20 cm., che forse servivano da basamenti a candelabri.
Le celle delle pareti est ed ovest misurano m. 1,80 di altezza e m. 1,40 di profondità; cm. 80 di detta profondità sono occupati dal letto funebre, alto dal suolo m. 1,15 e munito di cuscino ornato a voluta e orlato esternamente con una fascia a rilievo. L'ingresso alla cella è sempre accostato alla parete di divisione di una cella dall'altra ed è munito di battenti e fori per cardini, per la chiusura con porta. Le celle della parete di fondo sono piu' piccole soltanto in larghezza e misurano m. 1,70 invece di m. 1.80.
Questa tomba rientra nel tipo della sepoltura a camera del IV-III secolo. Una datazione piu' precisa non è possibile per l'assenza della suppellettile.
Da Montecastelli si ha una splendida vista sulla bella ed imponente Rocca di Sillano o Silano.
L'antico castello risale all'XI secolo, anche se reperti archeologici denotano una sua utilizzazione nel periodo etrusco e romano. I primi documenti risalgono al 945 d.C.
Nel 970 l'Imperatore Ottone I giunto a Volterra, la cedette in feudo ai Buomparenti.
Nell'anno 1120 fu sotto il dominio della famiglia Aldobrandeschi mentre nel XIII secolo fu feudo dei conte palatino di Toscana Ildebrandino.
Varie volte contesa tra il Vescovo di Volterra ed il Comunedi quella città per i diritti
di gabelle e imposte sulla estrazione mineraria di Rame e Argento. Fu definitivamente dei volterrani nel 1250.
Nel 1300 fu in possesso dei Petroni di Siena che la tennero fino al 1386, quando fu conquistata con l'inganno da Martincione da Casole che la rivendette alla Repubblica Fiorentina per 1350 fiorini. Passata definitivamente sotto Firenze, fu ristrutturata nel modo come appare attualmente forse dal grande architetto Giuliano da San Gallo.
Quando la città di Volterra fu definitivamente assoggettata alla repubblica fiorentina con il Sacco di Volterra (1472), la Rocca fu adibita a guarnigione permanente di bombardieri che vi risiedette, comandata da vari castellani, fino al XVIII secolo.
Ormai in stato di abbandono, fu venduta dal Granduca di Toscana nel 1781 alla famiglia Acciai che la tenne di generazione in generazione fino alla metà dell'ottocento.
Nel 1889 fu dichiarata Monumento Nazionale ed è attualmente di proprietà
comunale dopo la donazione fatta al Municipio di Pomarance nel 1981 dalla Famiglia Paladini, ultimi proprietari della Rocca.